Focus
Giuseppe Coco
Turismo in Umbria: i numeri della ripresa
Comprensori: un confronto tra il 2023 e il 2019
Le presenze turistiche nei comprensori umbri: 2023 versus 2019
A livello di singoli Comprensori, confrontando le presenze turistiche del 2023 con quelle del 2019, si rilevano performance molto positive per quasi tutti.
In termini di variazioni percentuali i Comprensori che crescono a doppia cifra sono: l’Amerino (+30,4%), la Valnerina (+20,9%), l’Assisano (+16,9%), lo Spoletino (+16,5%), il Ternano (+15,2%), il Perugino (+10,3%).
I top tre Comprensori per crescita di presenze in termini di variazioni assolute sono: l’Assisano – che nel 2023 ha superato la ragguardevole soglia del l’1,5 milioni di presenze -, con un +219 mila; Il Perugino con un +122 mila; il Ternano con un +106 mila.

| “I top tre Comprensori per crescita in termini assoluti nel 2023 sono: l’Assisano +219 mila; Il Perugino +122 mila; il Ternano +106 mila” |
Gli arrivi turistici nei comprensori umbri: 2023 versus 2019
Spostandoci sul versante degli arrivi turistici, dal confronto tra il 2023 e il 2019 emerge che i Comprensori con performance positive sono 9, a fronte di 3 che presentano una decrescita.
In termini di variazioni percentuali i Comprensori che crescono a doppia cifra sono: la Valnerina (+20,5%), l’Amerino (+18%), il Trasimeno (+16,7%), lo Spoletino (+13,4%), il Ternano (+12,4%), l’Alta Valle del Tevere (+11,5%).
I top tre Comprensori per incremento in termini di variazioni assolute sono: l’Assisano (+46 mila); il Trasimeno (+33 mila), la Valnerina (+25 mila).

Conclusioni: la grande crescita del turismo a livello globale
Un tempo la maggior parte delle persone nascevano e morivano nel proprio paese. Quelli che si potevano muovere per turismo erano solo i ricchi, si pensi al Grand Tour (XVIII secolo).
Lo scenario inizia a mutare radicalmente con l’avvento della società industriale e quindi del treno. Ma l’accelerata definitiva allo spostamento delle persone per ragioni di turismo si ha sostanzialmente a cavallo del terzo millennio con la diffusione: prima dei voli low cost, che hanno trasformato il viaggio aereo in un’opportunità per tutti, grazie alla riduzione dei prezzi dei biglietti ottenuta semplificando all’osso il servizio che diventa no frills (senza fronzoli); poi degli smartphone, che ci hanno messo nel palmo della mano la potenza del world wide web.
Da questo momento in poi si amplia a dismisura il concetto di prodotto turistico e si spalancano le porte a nuove fasce di consumatori, molto numerosi, per i quali la gestione del tempo libero diventa una questione centrale: una delle priorità della vita. Per cui se nel 1950 le persone che si muovevano per turismo a livello internazionale erano 25 milioni; nel 2000 sono salite a circa 680 milioni; nel 2019 sono lievitate a 1,5 miliardi, mentre si stima che nel 2030 possano superare gli 1,8 miliardi.
La formula proposta di seguito non è altro che una rappresentazione sintetica dei cambiamenti in corso nei nostri stili di vita, nonché nelle nostre priorità.

A consuntivo: oggi siamo in piena espansione della domanda turistica che, di conseguenza, rende l’investimento su questo settore un fattore da tenere in debita considerazione.
Qualche dato. Il turismo – stando alle previsioni Unwto – è destinato a crescere fino al 2030 con un tasso annuo medio del 3,3%. Tant’è che il progresso della vendita del prodotto “turismo”, in questo terzo decennio del duemila, compete finanche con quella degli articoli informatici.
In questo scenario di domanda molto forte di turismo a livello globale, l’Umbria ha tutte le carte in regola per fare bene, a patto di essere più consapevole, sia delle proprie potenzialità attrattive, sia del fatto che il turismo rappresenta sempre più uno dei grandi business del futuro.

Nota
[1] Arrivi turistici: numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi; Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi; Permanenza media: rapporto tra il numero di presenze e il numero di registrati nel periodo preso in considerazione.




