Focus
Giuseppe Coco
Turismo in Umbria: il 2025 consolida il ciclo espansivo
L’analisi dei flussi turistici umbri nel corso del terzo millennio mostra una tendenza sostanzialmente positiva, interrotta soltanto da brevi fasi di crisi – la recessione del 2008/09, il sisma del 2016 e la pandemia da Covid-19 – che hanno inciso temporaneamente sui volumi, senza alterare la capacità strutturale di crescita del comparto. In questi anni, il turismo regionale ha progressivamente rafforzato la propria identità, articolandosi in forme di fruizione culturale, naturalistica, esperienziale e di intrattenimento, accompagnate da una crescente attenzione per la sostenibilità e la qualità dell’accoglienza. Questo percorso di consolidamento ha condotto l’Umbria, nel 2024, al proprio massimo storico con oltre 7,3 milioni di presenze.
I dati dei primi nove mesi del 2025 confermano la prosecuzione di questo ciclo espansivo. Le presenze registrano una nuova crescita rispetto al 2024, un risultato sul quale ha sicuramente inciso il Giubileo, contribuendo a rafforzare la tendenza già positiva. Anche gli arrivi risultano in aumento, a indicare un ampliamento della base di domanda e una maggiore capacità attrattiva dei territori umbri. In prospettiva, le celebrazioni per l’Ottavo centenario della morte di San Francesco, previste per il 2026, potranno contribuire a consolidare ulteriormente questa dinamica positiva.
Alla luce di queste premesse, l’attenzione della presente analisi si concentra sull’esame dei flussi turistici – presenze e arrivi – dei primi nove mesi del 2025, messi a confronto con quelli del 2024, del 2023 e del 2019, ultimo anno di riferimento pre-pandemico.
Le presenze turistiche nei primi 9 mesi del 2025
L’andamento delle presenze turistiche umbre nei primi nove mesi del 2025 conferma il posizionamento della regione su una traiettoria di crescita stabile e ormai strutturale. Con oltre 6,3 milioni di presenze, l’Umbria consolida e rafforza il risultato record del 2024. Si tratta di un progresso che, più che un picco congiunturale, appare come la prosecuzione di un ciclo di sviluppo fondato su basi solide e su una rinnovata capacità di attrazione diffusa, in grado di coinvolgere l’intero territorio regionale.

La scomposizione per trimestri evidenzia un’evoluzione equilibrata: il secondo trimestre rappresenta la fase di massima espansione, mentre il terzo trimestre consolida volumi molto elevati, segno di una stagione estiva lunga e ben distribuita.
L’esame delle variazioni assolute e percentuali rafforza questa lettura. Il confronto con il 2024 mostra un aumento di oltre 580 mila presenze (+10%), mentre rispetto al 2023 la crescita si avvicina a +825 mila unità (+14,8%). Ancora più significativo è il differenziale con il 2019, ultimo anno pre-pandemico: il saldo positivo supera 1,3 milioni di presenze, collocando l’Umbria su una soglia di attrattività ben superiore al quadro precedente alla crisi sanitaria.

Questi scarti non si limitano a segnalare un ampliamento dei volumi, ma lasciano intravedere una maggiore stabilità operativa del sistema turistico regionale, che negli ultimi anni sembra aver trovato un proprio assetto di funzionamento più regolare e meno esposto a oscillazioni congiunturali. Nel linguaggio dei processi sociali, la crescita del 2025 non appare come un episodio isolato, bensì come l’espressione di una stabilità dinamica, attraverso la quale il turismo umbro sembra assorbire i mutamenti del contesto e seguirne le traiettorie senza perdere il proprio equilibrio.
Gli Arrivi turistici nei primi 9 mesi 2025
L’analisi degli arrivi turistici umbri nei primi nove mesi del 2025 conferma l’espansione dei flussi già osservata sul versante delle presenze. Con oltre 2,34 milioni di arrivi, la regione supera i livelli del 2024 e consolida un profilo di crescita che si distingue per continuità e diffusione territoriale. L’incremento rispetto all’anno precedente suggerisce che l’Umbria continua ad ampliare la propria base di visitatori, intercettando segmenti diversificati di domanda e rafforzando la visibilità della destinazione.

La scansione trimestrale conferma la centralità del secondo e del terzo trimestre, che insieme rappresentano la parte più consistente dei flussi: la primavera sostiene l’apertura della stagione, mentre l’estate consolida volumi elevati, con una distribuzione più armonica rispetto al passato. È un andamento che indica non solo una maggiore attrattività nei periodi di punta, ma anche una capacità crescente di sostenere il traffico turistico nei momenti di transizione stagionale.
L’esame delle variazioni assolute e percentuali ci permette di collocare il 2025 all’interno di una prospettiva più ampia. Rispetto al 2024, gli arrivi aumentano di oltre 187 mila unità (+8,7%); nel confronto con il 2023, il saldo positivo supera le 266 mila unità (+12,8%). Ancora più significativo è il differenziale con il 2019, ultimo anno di riferimento pre-pandemico, che registra un incremento di quasi 391 mila arrivi, pari a circa +20%.

I numeri degli arrivi non descrivono soltanto una fase di espansione, ma sembrano indicare un incremento della capacità adattiva del sistema turistico regionale. L’andamento dei primi nove mesi del 2025 può essere letto come il segnale di pratiche e configurazioni organizzative che si stanno progressivamente istituzionalizzando: modalità di accoglienza, reti di servizi e forme di coordinamento territoriale che, pur senza assumere tratti pienamente maturi, mostrano segnali di coerenza crescente. In questa prospettiva, la crescita degli arrivi appare meno come l’esito di contingenze favorevoli e più come il risultato di un processo lento, ma riconoscibile, di organizzazione della complessità turistica umbra.
Per concludere
Il 2025 si candida a essere l’anno migliore di sempre. I volumi dei primi tre trimestri superano già l’intero ammontare degli anni compresi tra il 2000 e il 2022, suggerendo un cambiamento di scala strutturale. Se la tendenza dovesse proseguire, la regione avrebbe tutte le condizioni per migliorare il record di turisti del 2024 e stabilizzarsi su livelli che, solo pochi anni fa, sembravano difficilmente raggiungibili.
In questo scenario, ciò che appare più significativo non è soltanto il superamento dei livelli passati, ma il modo in cui i risultati del 2025 stanno ridefinendo il campo delle possibilità. La crescita osservata non si limita infatti ad ampliare i volumi: trasforma la percezione di ciò che il sistema turistico umbro può diventare, alimenta nuove aspettative e contribuisce a una maturazione più profonda del settore. L’andamento dell’anno in corso sembra così aprire una fase in cui la continuità dei flussi conta quanto la loro intensità, indicando che la regione non sta vivendo un exploit, ma un processo di consolidamento che modifica il suo posizionamento nel medio periodo.
Appendice

Glossario
Arrivi turistici: numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi nel periodo considerato.
Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti, italiani e stranieri, negli esercizi ricettivi
Permanenza media: rapporto tra il numero di notti trascorse (presenze) e il numero di clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi).
Overtourism: quando l’impatto del turismo eccede le capacità fisiche, ambientali, sociali, economiche, delle località dove avviene.
Segni convenzionali: – il fenomeno non esiste




