Focus
Giuseppe Coco
Umbria, come cambia il peso delle età
Questo Focus di ricerca muove dalla considerazione che il calo demografico riveli meglio la sua portata sociale quando si osserva quali età si assottigliano e quali diventano più numerose. La diminuzione degli abitanti si accompagna infatti anche a un cambiamento delle proporzioni fra le età della vita.
Il confronto tra la popolazione residente in Umbria al 1° gennaio 2019, prima della pandemia, e quella al 1° gennaio 2026, ultimo dato disponibile, permette di leggere questa trasformazione attraverso la consistenza delle singole fasce d’età e il loro peso sul totale regionale.
La popolazione umbra attraverso le età
La popolazione umbra viene qui osservata attraverso sei raggruppamenti d’età, dall’infanzia alle età più avanzate. Questa suddivisione permette di dedicare a ciascuna fase della vita una lettura specifica, dando spazio all’analisi dei cambiamenti che nel quadro complessivo rimarrebbero poco riconoscibili. Ogni tabella presenta il totale del gruppo insieme alle singole classi quinquennali: si può così seguire quanto si modifica la sua consistenza e come la variazione si distribuisce fra le classi d’età.
La popolazione tra 0 e 14 anni
Tra il 2019 e il 2026 la popolazione umbra sotto i 15 anni diminuisce di circa 17 mila residenti, con una contrazione del 15,7%. Il suo peso sulla popolazione regionale passa dal 12,4% al 10,8%. La diminuzione attraversa tutte e tre le classi, ma risulta particolarmente intensa tra i bambini sotto i dieci anni (0-4: -21%; 5-9: -19,4%).

La contrazione più intensa nelle età iniziali della vita dà al cambiamento una profondità temporale: le generazioni oggi meno numerose attraverseranno negli anni successivi le altre fasce d’età, portando con sé una diversa consistenza di partenza. Il restringimento osservato può così trovare un seguito prima nei percorsi scolastici, poi nella formazione e nell’ingresso nel lavoro, pur con le modifiche che potranno derivare dai movimenti migratori. Si delinea una trasformazione che prende forma nel presente, ma il cui significato si estende ai successivi passaggi della vita sociale.
La popolazione tra 15 e 29 anni
Tra il 2019 e il 2026 aumenta la presenza dei giovani tra 15 e 24 anni in Umbria: i 15–19enni crescono del 7,0% e i 20–24enni del 5,2%, acquisendo entrambi un maggiore peso sulla popolazione regionale. Questi incrementi sostengono la crescita complessiva dei 15–29enni (+3,1%), pur in presenza di una flessione nella classe 25–29 anni (−2,5%). Il peso dell’intera fascia passa dal 13,8% al 14,6%, per effetto sia dell’aumento dei suoi residenti sia della diminuzione della popolazione umbra complessiva.

La crescita della componente più giovane porta l’attenzione sulle età nelle quali prendono forma i percorsi di autonomia. La formazione, le prime esperienze lavorative e le scelte abitative possono intrecciarsi con tempi diversi, contribuendo a definire anche il rapporto dei giovani con il territorio. Come questa presenza si tradurrà nella popolazione adulta della regione dipenderà anche dai percorsi di permanenza, uscita e arrivo. La crescita attuale costituisce così un elemento da seguire con interesse, nel rapporto fra consistenza delle generazioni e possibilità di costruire la propria vita in Umbria.
La popolazione tra 30 e 54 anni
Nel confronto tra il 2019 e il 2026, i residenti umbri tra 30 e 54 anni passano da circa 300 mila a 264 mila, con una variazione del −11,9%. La loro quota sulla popolazione regionale si attesta al 31,0%, rispetto al 34,3% del 2019. È la fascia che contribuisce maggiormente, in valore assoluto, alla diminuzione dei residenti. La flessione interessa tutte le classi quinquennali, ma assume particolare rilievo nelle due che comprendono i quarantenni: i 40–44enni diminuiscono di circa 12.200 persone (−19,4%) e i 45–49enni di circa 9.800 (−14,4%).

La minore consistenza di queste fasce, particolarmente evidente fra i quarantenni, porta l’attenzione sul rapporto fra la dimensione delle generazioni adulte e l’organizzazione della vita economica e sociale. La diminuzione riguarda persone inserite in relazioni di lavoro, familiari e sociali che coinvolgono anche altre età. Il suo significato dipende quindi anche da come queste relazioni si distribuiscono fra le generazioni e cambiano nel tempo. È in questa trama di rapporti che la minore presenza degli adulti può assumere rilievo per la vita collettiva, attraverso forme che il solo dato anagrafico, però, lascia ancora da comprendere.
La popolazione tra 55 e 69 anni
Nelle età comprese tra 55 e 69 anni la popolazione umbra presenta una crescita che attraversa tutte le classi quinquennali considerate. Tra il 2019 e il 2026 i residenti passano da circa 174 mila a quasi 192 mila (+10,1%), mentre il loro peso sul totale sale dal 19,9% al 22,5%. L’incremento si concentra soprattutto tra i 60 e i 64 anni: circa 10 mila residenti in più (+17,7%). Questa classe si avvicina numericamente ai 55–59enni, che rimangono la componente più numerosa.

La crescita dei 55–69enni, accanto alla diminuzione dei 30–54enni, modifica le proporzioni fra le generazioni adulte e dà maggiore rilievo alle età mature nella composizione della società umbra. Questo diverso peso invita a seguire il movimento delle generazioni lungo il corso della vita: con il passaggio alle età successive, la loro consistenza contribuirà a ridefinire gli equilibri fra le componenti della popolazione. La maggiore presenza nelle età mature può così essere letta come un momento di una trasformazione più ampia, il cui sviluppo dipenderà anche dalla dimensione delle generazioni che vi entreranno negli anni a venire.
La popolazione tra 70 e 84 anni
Tra il 2019 e il 2026 la popolazione umbra tra 70 e 84 anni presenta tre andamenti distinti. I 70–74enni mantengono una consistenza pressoché invariata; i 75–79enni passano da circa 44 mila a 49 mila residenti (+11,5%), avvicinandosi numericamente alla classe precedente; gli 80–84enni fanno registrare una diminuzione del 5,4%. Considerando insieme le tre classi, i residenti tra 70 e 84 anni aumentano del 2,3% e la loro quota sulla popolazione umbra passa dal 15,0% al 15,8%.

La compresenza di stabilità, crescita e diminuzione restituisce un’immagine delle età anziane che il solo aumento complessivo lascia in ombra. Cambiano le proporzioni interne a una popolazione nella quale autonomia, partecipazione e necessità di sostegno possono intrecciarsi in modi diversi. La domanda sociale che accompagna questa ricomposizione riguarda, ad esempio, le condizioni dell’abitare, la possibilità di mantenere relazioni e l’accesso ai servizi. La sua evoluzione dipenderà dall’incontro fra il diverso peso delle età e le condizioni concrete delle persone, che possono essere sia destinatarie sia parte attiva delle reti di sostegno.
La popolazione di 85 anni e oltre
La popolazione umbra con almeno 85 anni cresce in tutte le classi considerate, passando da circa 39 mila a quasi 45 mila residenti tra il 2019 e il 2026 (+13,5%). Il suo peso sul totale regionale sale dal 4,5% al 5,2%. Il contributo numerico maggiore proviene dagli 85–89enni, che aumentano di oltre 3.300 persone, seguiti dai 90–94enni, con circa 1.100 residenti in più. La crescita prosegue anche nelle età più avanzate: i 95–99enni aumentano del 22,8% e i centenari passano da 261 a 471 residenti, con un incremento dell’80,5%.

L’aumento dei residenti con almeno 85 anni dà maggiore rilievo a una parte della vita che entra più diffusamente nell’esperienza delle famiglie e nelle relazioni fra generazioni. La sua presenza sollecita una riflessione sulle condizioni che consentono di proseguire la propria quotidianità, mantenere legami e trovare sostegno quando necessario. La domanda sociale che può accompagnare questa crescita comprende quindi, accanto alla cura, la possibilità di muoversi e partecipare alla vita di relazione. Il modo in cui queste esigenze si combinano dipende dalle risorse delle persone e dal contesto familiare e sociale nel quale vivono.
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La diminuzione della popolazione umbra si accompagna a una ricomposizione delle età che dà al calo demografico un significato sociale più ampio. Una popolazione meno numerosa non esprime necessariamente meno esigenze, né le stesse esigenze in proporzioni ridotte. Il restringimento di alcune fasce e la crescita di altre suggeriscono una diversa combinazione di domande legate, ad esempio, alla formazione, al lavoro, all’autonomia e alla cura.
Queste domande prendono forma nella vita di persone legate fra loro: le scelte e le condizioni di una generazione entrano spesso nell’esperienza delle altre. Il cambiamento delle proporzioni fra le età riguarda perciò anche la composizione delle famiglie, delle relazioni di lavoro e delle reti di sostegno entro cui si organizza la quotidianità. I dati analizzati descrivono la dimensione demografica di questa trasformazione; la sua portata sociale sta anche nel fatto che a cambiare sono, insieme, le persone che esprimono un’esigenza e quelle con cui possono condividerla.
Appendice





