Focus
Giuseppe Coco
Il turismo in Umbria: il 2025 nella traiettoria degli ultimi vent’anni
La crescita turistica di un territorio, anche quando può contare su risorse artistiche, ambientali e culturali di rilievo come quelle umbre, non è mai il risultato del caso. Dipende da orientamenti, scelte e condizioni che, nel tempo, trasformano un potenziale in una capacità effettiva di attrazione.
Negli ultimi anni l’Umbria ha mostrato di saper operare in questa direzione, rafforzando l’ospitalità, adottando forme di comunicazione più mature e consolidando la propria offerta. Ne è derivato un profilo turistico riconoscibile e una capacità di intercettare flussi nazionali e internazionali con maggiore continuità rispetto al passato.
Nel presente focus si propone una stima del 2025, ormai prossimo alla chiusura, letta alla luce dell’andamento turistico regionale degli ultimi vent’anni.
Il 2025 nel percorso di lungo periodo del turismo umbro
Presenze – L’andamento dei primi dieci mesi del 2025 (circa sette milioni di presenze) ci offre una base solida per stimare(1) la chiusura dell’anno. Alla luce dei volumi già registrati, il 2025 presenta le condizioni per collocarsi in una forchetta compresa tra 7,5 e 7,8 milioni di presenze. In pratica, nello scenario più prudente si tratterebbe del miglior risultato mai conseguito dall’Umbria, con il raggiungimento per la prima volta della soglia dei 7,5 milioni; nello scenario più favorevole, invece, il 2025 inizierebbe a guardare con decisione al traguardo degli otto milioni, che fino a pochi anni fa sarebbe apparso difficilmente immaginabile.

Letta nel quadro degli ultimi vent’anni, la stima del 2025 acquista un significato più definito. Per oltre un decennio il sistema turistico umbro si è mosso entro una fascia relativamente stabile — tra 5,7 e 6,2 milioni di presenze — con oscillazioni legate soprattutto a shock esterni e successivi ritorni verso lo stesso intervallo. Negli anni più recenti questa configurazione è stata superata: nel 2023 le presenze si sono avvicinate per la prima volta alla soglia dei sette milioni e nel 2024 l’hanno oltrepassata, raggiungendo oltre 7,3 milioni. La stima del 2025 si colloca in continuità con questo passaggio, confermando l’innalzamento dei livelli raggiunti dal turismo regionale.
Arrivi – Il quadro degli arrivi si inserisce con coerenza nel ciclo espansivo osservato negli ultimi anni, ricalcando per molti aspetti l’andamento delle presenze. I volumi già registrati nei primi dieci mesi del 2025 (circa 2,6 milioni) offrono una base solida per stimare(1) una chiusura dell’anno compresa tra 2,75 e 2,95 milioni di arrivi.
La collocazione della stima del 2025 accanto ai risultati più recenti ne chiarisce la portata. Nel 2022 l’Umbria è tornata oltre i 2,3 milioni di arrivi, segnando un primo consolidamento dopo la discontinuità della pandemia; nel 2023 si è avvicinata ai 2,7 milioni e nel 2024 ha superato tale soglia, raggiungendo il valore più elevato della serie storica. In questo percorso, la stima del 2025 si colloca nella parte alta della distribuzione storica, confermando il rafforzamento della domanda turistica regionale.

Lo sguardo alla serie 2005–2025 consente di leggere con maggiore nitidezza il cambiamento in atto. Per quasi vent’anni gli arrivi in Umbria si sono concentrati entro un certo intervallo, 2,1 e 2,5 milioni, con oscillazioni legate soprattutto a shock esterni e successivi ritorni verso lo stesso livello. La sequenza 2023–2025 segna un superamento di questa configurazione di lungo periodo, suggerendo che il sistema turistico regionale si stia collocando su livelli più elevati rispetto al passato.
Per Concludere
La lettura del 2025 suggerisce che il turismo umbro si trovi in una fase di consolidamento all’interno di un percorso che, negli ultimi anni, ha mostrato una continuità rara nella storia regionale. Per il secondo anno consecutivo l’Umbria supera la soglia dei sette milioni di presenze: nel 2024 a consuntivo e nel 2025 già nei primi dieci mesi. Anche sul versante degli arrivi il quadro appare coerente con questa dinamica: dopo il superamento dei 2,7 milioni nel 2024, il 2025 sembra collocarsi su livelli altrettanto elevati, confermando l’ampliamento e la solidità della domanda complessiva.
Resta tuttavia ragionevole attendersi che nei prossimi anni possano manifestarsi fasi di assestamento, come avviene in ogni processo di crescita. Però, le evidenze oggi disponibili suggeriscono che l’Umbria abbia avviato un percorso di posizionamento strutturale più elevato rispetto a quanto osservato nella maggior parte degli ultimi vent’anni, sostenuto da un insieme di condizioni – nell’offerta, nella comunicazione e nella capacità di intercettare la domanda – che stanno contribuendo a rendere robusta l’attuale fase espansiva.
(1) Nota Metodologica
Le proiezioni relative al 2025 si basano sui dati ufficiali disponibili per i primi dieci mesi dell’anno – pari a 7,054 milioni di presenze – integrati con il contributo medio che il bimestre novembre–dicembre assume nella serie storica regionale. L’utilizzo dei profili stagionali osservati negli ultimi anni consente di formulare una stima prudenziale ma robusta, collocando la chiusura del 2025 in una forchetta compresa tra 7,5 e 7,8 milioni di presenze.
Per gli arrivi viene adottato il medesimo criterio di proiezione. A fronte di 2,65 milioni di arrivi registrati nei primi dieci mesi del 2025, la stima di fine anno si colloca in un intervallo compreso tra 2,75 e 2,95 milioni. Le forchette proposte riflettono l’incertezza residua legata all’andamento dell’ultimo bimestre, mantenendo un’impostazione coerente con la lettura di lungo periodo sviluppata nel focus.
Glossario
Arrivi turistici: numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi nel periodo considerato.
Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti, italiani e stranieri, negli esercizi ricettivi
Permanenza media: rapporto tra il numero di notti trascorse (presenze) e il numero di clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi).
Overtourism: quando l’impatto del turismo eccede le capacità fisiche, ambientali, sociali, economiche, delle località dove avviene.
Segni convenzionali: – il fenomeno non esiste




