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Giuseppe Coco
Agenzia Umbria Ricerche

Turismo 2022: l’Umbria ingrana la marcia

27 Dic 2022
Tempo di lettura: 4 minuti

L’Umbria, turisticamente parlando, nel 2022 non manca di lanciare importanti segnali di vitalità. E questo lo si registra nonostante il Covid abbia condizionato le nostre vite in modo significativo fino a non molti mesi fa.

Questi segnali di vitalità sono in netta controtendenza con quanto si era di fatto consolidato nel periodo pre–pandemia (2019-14), quando ci si trovava ad analizzare dati annuali che sostanzialmente si rincorrevano nello stesso alveo e finivano con l’aprire le porte a una poco costruttiva spirale di pessimismo sulle potenzialità reali del comparto.

Ciò detto, analizziamo nel dettaglio i numeri a cui facciamo riferimento.

Arrivi e presenze

Prima di procedere nell’analisi è opportuno fissare un paletto metodologico onde evitare di essere risucchiati dalle fluttuazioni figlie dell’epidemia da covid. In pratica, non prenderemo in considerazione il 2020, il 2021 e anche la prima parte del 2022, quando la paura del virus – in aggiunta alle limitazioni di ordine sanitario – continuava a frenarci e non ci rendeva completamente liberi di programmare le nostre vacanze. Per cui analizzeremo le dinamiche dei flussi turistici relative al periodo luglio- ottobre 2022 e le andremo a confrontare con quelle degli stessi periodi degli anni che dal 2019 risalgono al 2014.

Stando agli arrivi turistici [1] registrati in Umbria tra luglio e ottobre 2022, sembra che il settore abbia ingranato la marcia rispetto al passato: +79.106 rispetto al 2019; +72.418 rispetto al 2018; +200.190 rispetto al 2017 e così via (tabb. 1-2).

In sintesi:

·         il quadrimestre del 2022 preso in esame supera nettamente e sempre il totale degli arrivi del corrispondente periodo degli anni usati come benchmark;

·         ciascun mese del 2022 ha fatto registrare il record assoluto degli arrivi rispetto al corrispondente mese dei sei anni precedenti considerati.

Tab. 1 – Arrivi nelle strutture ricettive dell’Umbria – luglio – ottobre, 2022 versus 2019-14

Fonte: Regione Umbria – Statistiche Del Turismo

Tab. 2 – Variazioni arrivi luglio-ottobre 2022 rispetto allo stesso periodo di ciascun anno

 Fonte: elaborazioni Aur su dati Regione Umbria – Statistiche del Turismo

I dati relativi alle presenze turistiche [1] registrati in Umbria nel periodo preso in considerazione ci mostrano anche in questo caso un settore più attrattivo rispetto al passato: +426.864 rispetto al 2019; +408.612 rispetto al 2018; +702.016 rispetto al 2017 e così via (tabb. 3-4).

Tab. 3 – Presenze nelle strutture ricettive dell’Umbria – luglio – ottobre, 2022 versus 2019-14

Fonte: Regione Umbria – Statistiche del Turismo

Tab. 4 – Variazioni arrivi luglio-ottobre 2022 rispetto allo stesso periodo di ciascun anno

Fonte: elaborazioni Aur su dati Regione Umbria – Statistiche del Turismo

In sintesi:

·         analogamente a quanto si è già visto con gli arrivi, il quadrimestre del 2022 preso in considerazione supera nettamente e sempre il totale delle presenze dei corrispondenti mesi degli anni usati come benchmark;

·         ciascun mese del 2022 ha fatto registrare il record assoluto delle presenze rispetto ai corrispondenti mesi dei sei anni precedenti.

Uno sguardo ai comprensori

La stessa analisi a livello comprensoriale evidenzia che la sostenuta crescita delle presenze turistiche in Umbria sia stato un fenomeno diffuso territorialmente. E questo è un dato davvero sorprendente in quanto era impensabile, al di là delle più rosee previsioni, che già alcuni mesi del 2022 potessero superare i rispettivi mesi del 2019 con, fra l’altro, alcuni casi che presentano performance davvero significative: si pensi in particolare alle +73 mila presenze nel Trasimeno, alle +50mila nel Perugino, alle +111 mila nell’Assisano. Degne di nota anche le affluenze nel Ternano e nell’Amerino che si sono distinti per i tassi di crescita più alti in termini di presenze (il primo anche come arrivi).

Se le presenze sono aumentate ovunque, la crescita degli arrivi ha investito dieci comprensori su dodici. Presentano un lievissimo delta negativo solo il Tuderte (-1.344) e l’Orvietano (-2.008), che però hanno fatto registrare numeri da record in termini di presenze nei mesi del 2022 presi in considerazione rispetto ai corrispondenti mesi del 2019.

Tab. 5 – Flussi turistici in Umbria per comprensori: variazione luglio-ottobre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2019
Fonte: elaborazioni Aur su dati Regione Umbria – Statistiche del Turismo

Tab. 6 – Flussi turistici nel quadrimestre luglio-ottobre del 2022 e del 2019 per comprensori umbri

Fonte: elaborazioni Aur su dati Regione Umbria – Statistiche del Turismo

Due annotazioni finali

Il successo turistico di un territorio – anche se molto dotato come l’Umbria sotto un profilo culturale, artistico, ambientale – non è mai casuale, ma è sempre figlio di scelte e visioni. In particolare, volendo usare un gergo calcistico, ci sono almeno un paio di partite dentro la partita che fanno la differenza a seconda di come le si gioca:

1. La capacità di gestire in modo efficiente la propria immagine. Oggi, se un territorio sa rappresentarsi, può ambire a conquistare quote aggiuntive considerevoli di nuovi turisti.

2. La determinazione a investire il più possibile – anche a costo di indebitarsi – su quelle che potremmo chiamare sinteticamente “precondizioni turistiche”. Si pensi, ad esempio, all’importanza di accrescere la cultura dell’ospitalità; potenziare le attività formative sia nel ciclo secondario che manageriale; digitalizzare il sistema turistico; migliorare l’accessibilità e l’intermodalità; coordinare le varie social media strategy territoriali; potenziare le infrastrutture digitali finalizzate alla commercializzazione dell’offerta.

 

Nota
[1] Arrivi turistici: numero di clienti ospitati negli esercizi ricettivi; Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi; Permanenza media: rapporto tra il numero di presenze e il numero di registrati nel periodo preso in considerazione.

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