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Coco
Giuseppe Coco
Agenzia Umbria Ricerche

Turismo alberghiero in Umbria: crescita e ridefinizione del peso

25 Mar 2026
Tempo di lettura: 5 minuti
Coco
Giuseppe Coco
Agenzia Umbria Ricerche

Il presente focus analizza l’andamento del settore alberghiero nel periodo 2000–2025, ricostruendone presenze, arrivi e incidenza percentuale sul totale regionale. L’obiettivo è osservare come questa componente si distribuisca nelle diverse fasi del ciclo turistico umbro e quale configurazione assuma nel lungo periodo.

La dinamica delle presenze nel turismo alberghiero
L’osservazione della serie 2000–2025 relativa al comparto alberghiero restituisce l’immagine di una componente che, pur rimanendo quantitativamente prevalente per buona parte del periodo considerato, attraversa una fase di progressiva ridefinizione del proprio peso relativo all’interno del sistema turistico regionale. L’andamento delle presenze, letto in rapporto al totale, consente di cogliere come nel lungo periodo si sia delineata una configurazione diversa da quella osservata all’inizio del millennio, non tanto per effetto di oscillazioni episodiche, quanto per una trasformazione graduale della struttura complessiva del sistema ricettivo.

Nel periodo 2000–2007 il comparto alberghiero si muove entro una fascia relativamente ristretta di presenze. Il valore più alto si osserva all’inizio della serie, nel 2000, con oltre 3,4 milioni di pernottamenti e una quota pari al 66,0% del totale regionale. Negli anni successivi i volumi oscillano senza mostrare una dinamica espansiva, mentre il peso relativo del comparto si riduce progressivamente.

Nel periodo 2008–2019 le presenze alberghiere si collocano per lo più attorno ai 3 milioni di pernottamenti annui, su livelli leggermente inferiori rispetto a quelli osservati nella fase precedente del millennio. La serie registra una prima flessione nel 2009, in connessione con la crisi finanziaria internazionale, seguita da un recupero che riporta le presenze oltre i 3,2 milioni nel 2011. Negli anni successivi i volumi oscillano attorno ai 3 milioni, fino a raggiungere un nuovo massimo nel 2016 (oltre 3,2 milioni). Nel 2017 si osserva una seconda contrazione, legata agli effetti del sisma del 2016; negli anni immediatamente successivi il comparto torna su valori prossimi a quelli precedenti. In termini percentuali l’incidenza sul totale regionale rimane per il periodo 2008-2019 superiore alla metà delle presenze complessive, ma continua gradualmente a ridursi nel corso degli anni.

Il biennio della pandemia introduce una discontinuità evidente nella serie. Nel 2020 e nel 2021 le presenze alberghiere registrano una marcata contrazione dei flussi. Ma, questo è in linea con quanto osservato nel settore turistico a livello internazionale, a seguito delle limitazioni alla mobilità e delle misure sanitarie adottate per fronteggiare l’emergenza.

Nel quadriennio 2022–2025 le presenze alberghiere in termini di numeri assoluti tornano dapprima su livelli prossimi a quelli precedenti la pandemia, per poi intraprendere una fase di crescita. Nel 2022 i volumi si collocano intorno ai 3 milioni di pernottamenti, in linea con i valori osservati negli anni immediatamente precedenti il Covid; negli anni successivi la serie registra un incremento progressivo che porta il comparto a superare i 3,3 milioni nel 2023, i 3,4 milioni nel 2024 e a raggiungere nel 2025 circa 3,7 milioni di presenze, valore più elevato dell’intero periodo osservato. Questa dinamica si inserisce tuttavia in un quadro in cui il peso relativo dell’alberghiero continua a ridursi: l’incidenza sul totale regionale passa dal 48,4% del 2022 al 46,7% del 2025, collocandosi stabilmente al di sotto della metà delle presenze complessive.

In un’ottica d’insieme, nel 2025 le presenze alberghiere risultano superiori di circa il 7,5% rispetto al 2000. Nello stesso arco temporale, però, le presenze complessive regionali crescono di oltre il 50%, delineando un ritmo di espansione del settore turistico nel suo insieme più sostenuto rispetto a quello osservato per il comparto alberghiero.

La dinamica degli arrivi nel turismo alberghiero
All’inizio del periodo (2000–2007) il comparto alberghiero concentra oltre quattro quinti degli arrivi regionali (81,4% nel 2000). In questi anni i flussi alberghieri oscillano attorno a 1,5 milioni di arrivi annui, mentre il totale regionale cresce progressivamente passando da circa 1,9 a quasi 2,2 milioni. In questo contesto l’incidenza percentuale dell’alberghiero sul totale si riduce gradualmente fino al 71,6% nel 2007, delineando una prima attenuazione del peso relativo del comparto all’interno di un sistema turistico in espansione.

Nel periodo 2008–2019 gli arrivi alberghieri si collocano per lo più tra 1,4 e 1,6 milioni di unità annue. La serie registra una prima flessione nel 2009, in connessione con la crisi finanziaria internazionale, seguita da un recupero che riporta i flussi oltre 1,5 milioni nel 2011. Negli anni successivi i livelli rimangono non distanti da questa soglia, raggiungendo nel 2015 il valore più elevato del periodo (circa 1,65 milioni). Nel 2017 si osserva una nuova contrazione, legata agli effetti del sisma del 2016, mentre negli anni successivi gli arrivi ritornano su valori prossimi a 1,6 milioni. In termini percentuali l’incidenza alberghiera sul totale regionale continua tuttavia a ridursi, passando dal 70,9% del 2008 al 63,7% del 2019.

Il biennio pandemico (2020–2021) si configura come una discontinuità assoluta nella serie degli arrivi alberghieri, difficilmente assimilabile alle ordinarie dinamiche cicliche del turismo. Nel loro insieme, i due anni non descrivono una fase del ciclo turistico, ma una sospensione temporanea del funzionamento ordinario del sistema, cui segue un ritorno alla normalità.

Nel quadriennio 2022–2025 gli arrivi alberghieri tornano dapprima su livelli prossimi a quelli precedenti la pandemia, per poi intraprendere una fase di crescita. Nel 2022 i flussi si collocano intorno a 1,4 milioni di arrivi, in linea con i valori osservati negli anni immediatamente precedenti il Covid; successivamente la serie registra un incremento progressivo che porta il comparto a superare 1,5 milioni nel 2023, 1,6 milioni nel 2024 e a raggiungere 1,7 milioni di arrivi nel 2025, valore superiore anche a quello registrato nel 2019. Questa dinamica si accompagna tuttavia a un’ulteriore riduzione del peso percentuale dell’alberghiero sul totale regionale, che passa dal 59,2% del 2022 al 56,6% del 2025.

Per concludere
La lettura congiunta delle presenze e degli arrivi alberghieri nel periodo 2000–2025 evidenzia una crescita dei volumi. Dalle circa 3,4 milioni di presenze e 1,5 milioni di arrivi registrati nel 2000 si passa nel 2025 a oltre 3,7 milioni di presenze e 1,7 milioni di arrivi, in un contesto di espansione complessiva dei flussi turistici regionali.

Nello stesso periodo l’incidenza dell’alberghiero sul totale regionale si riduce progressivamente: per le presenze la quota scende dal 66,0% del 2000 al 46,7% del 2025; per gli arrivi dall’81,4% al 56,6%. La crescita dei volumi si accompagna dunque a una riduzione del peso relativo del comparto, suggerendo una progressiva riorganizzazione del sistema ricettivo regionale. Ne emerge un alberghiero che continua a rappresentare una componente centrale del turismo umbro per dimensione, ma inserito in una configurazione complessiva più articolata rispetto a quella osservata all’inizio del millennio.

 

 

Glossario
Arrivi turistici: numero di clienti, italiani e stranieri, ospitati negli esercizi ricettivi nel periodo considerato.
Presenze turistiche: numero delle notti trascorse dai clienti, italiani e stranieri, negli esercizi ricettivi.
Permanenza media: rapporto tra il numero di notti trascorse (presenze) e il numero di clienti arrivati nella struttura ricettiva (arrivi).
Overtourism: quando l’impatto del turismo eccede le capacità fisiche, ambientali, sociali, economiche, delle località dove avviene.
Segni convenzionali: il fenomeno non esiste.
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